Questo sito utilizza cookie di profilazione, eventualmente anche di terze parti, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione acconsenti all'uso di tutti i cookie.
Percorso del Fico d'India della Valle del Belice

Percorso del Fico d'India della Valle del Belice

Dettagli itinerario

da Gennaio a Dicembre

da 1 a 3 giorni

Sicilia

Percorso del Fico d'India della Valle del Belice

Se volete ammirare scorci di Sicilia insoliti, questo è l'itinerario per voi! Il Percorso del Fico d'India vi guiderà attraverso la Valle del Belice, territorio di eccellenze enogastronomiche, terra del Fico, ma anche di gustosi olii e formaggi.
Visiterete paesaggi assolutamente non convenzionali: Gibellina, paese distrutto dal terremoto e poi ricostruito con l'aiuto di installazioni ed opere d'arte; Santa Margherita del Belice, cittadina dalla quale l'autore del Gattopardo ha tratto l'ispirazione dei luoghi descritti; il Lago Arancio, bacino artificiale che, anche nei mesi più rigidi, sa mostrare tutto il suo splendore e la sua bellezza.


Percorso del Fico d'India della Valle del Belice

Il Fico d'India, Opuntia Ficus-Indica, è una pianta originaria del Messico, coltivata già ai tempi degli Atzechi,  che si è in seguito diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo.
È una pianta succulenta, in grado cioè di immagazzinare grandi quantità d’acqua, caratteristica che rende il suo frutto dissetante e carnoso e che si aggiunge alla sua naturale dolcezza.
Il peso di ogni singolo frutto può variare da 150 a 400gr. Il suo colore è differente a seconda delle varietà: può andare da un giallo-arancione nella varietà sulfarina a un rosso porpora nella varietà sanguigna; infine possiamo anche trovare alcune varietà color bianco. Anche la sua forma è molto variabile: essa dipende non solo dalle varietà, ma cambia anche a seconda del momento della sua formazione: solitamente i primi frutti sono tondeggianti, mentre quelli più tardivi hanno una forma più allungata. Ogni frutto contiene un elevato numero di semi, nell'ordine di 300 per un frutto di 160gr.
La pianta iniziò a essere prodotta in Europa nel corso del XIX secolo, quando, dopo alcuni tentativi di coltivazione, una prima coltura ebbe successo nelle isole Canarie. Da qui si diffuse rapidamente in tutto il bacino del Mediterraneo dove si è naturalizzata al punto da divenire un elemento caratteristico del paesaggio. In Italia, la pianta è presente prevalentemente in Sicilia: il 90% della superficie coltivata a fico d'India è infatti localizzata sull’isola. Qui, oltre il 70% delle colture si concentra prevalentemente in 3 aree: a San Cono (Me), alle pendici dell'Etna e nella Valle del Belice.

Dal momento che i fichi d’india sono ricoperti di spine, bisogna usare delle precauzioni durante la loro raccolta. In particolare, per poterli raccogliere in tutta sicurezza, è possibile usare un attrezzo specifico, denominato "coppo"(coppu in siciliano). Questo utensile, di forma conica, è formato da un paio tubi metallici cavi con al centro un cilindro vuoto. Durante la raccolta, applicando la giusta pressione, i fichi d’india vengono staccati e fatti penetrare all'interno della parte cilindrica, dove restano intrappolati. Questo è il metodo più efficace e sicuro, anche se richiede un minimo di pratica.

I frutti oltre ad essere consumati freschi, vengono usati anche per la produzione di marmellate, succhi, liquori, mostarda e dolci. Anche le pale del fico d’india, private ovviamente delle spine, sono commestibili: fresche in insalata, sottaceto, candite o sotto forma di confettura. È possibile anche cuocerle: la cottura, infatti, elimina la gelatina che contengono, dopodiché si possono saltare in padella, grigliare, friggere o consumare secondo i propri gusti.

 
Dove poter assaggiare il prodotto

- Fico d'India Fest
Santa Margherita di Belice (Agrigento)
Fine Ottobre

Itinerari correlati